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Fundstore e la Consulenza Finanziaria Indipendente

01 gennaio 2015 su Notizie da Fundstore
Pubblicato il 01 gennaio 2015

Da molti anni affermata allestero, la figura del consulente finanziario indipendente sta finalmente cominciando a diffondersi anche in Italia, dove nel 2007 è stata recepita la direttiva europea MiFID.

Fundstore , Consulenza

Il consulente finanziario indipendente è un libero professionista dotato di profonde conoscenze in ambito finanziario e previdenziale che, una volta ascoltate le esigenze del cliente, fornisce consulenze riguardo le soluzioni che si adattano meglio al suo caso specifico. Il consulente finanziario viene retribuito esclusivamente a parcella e non è quindi dipendente di nessuna azienda, da cui l'aggettivo "indipendente". Il carattere di indipendenza è fondamentale ed ciò che caratterizza questa nuova figura professionale. L'indipendenza infatti è volta a tutelare il consumatore, dandogli la possibilità di rivolgersi ad un consulente che non può avere secondi fini e che ha come unico obiettivo quello di dare consigli ai propri clienti.

Qual è la differenza tra il consulente finanziario indipendente e l'intermediario finanziario?

La legge prevede che il servizio di consulenza finanziaria possa essere svolto sia dai consulenti indipendenti (persone fisiche) sia da intermediari finanziari (banche e SIM). È evidente come per le banche e le SIM sia difficile svolgere una consulenza del tutto indipendente, in quanto oltre a dover curare gli interessi dei clienti esse devono curare anche i propri interessi e tenderanno quindi sempre a consigliare l'acquisto di propri prodotti, a prescindere da quanto ciò sia conveniente. Una vera consulenza indipendente quindi può essere svolta soltanto da un libero professionista che non ha alcun interesse nel consigliare una soluzione piuttosto che un'altra e il cui obiettivo è anche quello di tutelare i clienti dalle inefficienze legate alle offerte di Banche e SIM. Il consulente finanziario si limita ad offrire la sua consulenza senza maneggiare in alcun modo i soldi dei propri clienti.

L'albo dei consulenti finanziari

Ciò che differenzia il consulente finanziario dall'intermediario finanziario è l'indipendenza, ovvero l'assoluta assenza di legami con banche, SIM e altre entità che offrono prodotti finanziari. Il consumatore è quindi tutelato, in quanto ha la certezza di rivolgersi ad una persona il cui scopo è quello di fornire una consulenza adatta alle specifiche esigenze dei propri clienti e non quello di far guadagnare una banca. L'indipendenza però non è sufficiente a garantire la qualità della consulenza la quale dipende anche da altri fattori, come la preparazione tecnica, la serietà e l'onesta personale del consulente.

Al fine di offrire un ulteriore elemento di garanzia ai consumatori, l'articolo 18 comma 2 del decreto legge 58/98 stabilisce che dovrà essere creato l'Albo nazionale dei consulenti finanziari indipendenti. La Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) è l'autorità incaricata di emanare le disposizioni relative alla tenuta dell'albo, che sarà affidata ad un organismo costituito da membri nominati con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze sentita la Banca d'Italia e la stessa Consob.

Saranno quindi definiti dei requisiti necessari per accedere all'albo, requisiti di preparazione tecnica ma anche di onorabilità. Si tratta di un'ulteriore elemento a tutela dei consumatori, i quali potranno essere certi di rivolgersi a professionisti competenti e potranno quindi affidarsi a loro senza alcun rischio, con la consapevolezza che la consulenza ricevuta proviene da un professionista riconosciuto dallo Stato.

In attesa che l'albo dei consulenti finanziari indipendenti venga istituito, il D.L 30 dicembre 2013 n.150 (cosiddetto "Milleproroghe") ha prorogato la possibilità di svolgere l'attività di consulenza in materia di investimenti da parte di consulenti finanziari persone fisiche nel rispetto di quanto previsto dalla restante normativa.

La normativa MIFID

Fino a pochi anni fa la consulenza in materia di investimenti finanziari era considerata un servizio accessorio, prestato da chiunque senza la necessità di un'autorizzazione particolare. Nel novembre 2007 però in Italia è stata la direttiva europea MiFID, la normativa che regola la professione della consulenza finanziaria indipendente. Grazie a tale direttiva il servizio di consulenza finanziaria non è più un servizio accessorio ma un servizio principale, per la cui prestazione è necessaria un'apposita autorizzazione.

La normativa MiFID sostanzialmente, riconoscendo l'importanza e la rischiosità dell'attività di consulenza finanziaria, stabilisce che per lo svolgimento di tale attività debba essere necessaria un'abilitazione riconosciuta. Tutto questo va ovviamente a vantaggio dei consumatori, i quali vedono ridursi drasticamente il rischio di incappare in intermediari poco seri o comunque non sufficientemente preparati.

La direttiva MiFID stabilisce anche con chiarezza quale tipologia di attività può essere considerata un'attività di consulenza. Una consulenza finanziaria deve essere personalizzata, cioè rivolta ad uno specifico investitore e formulata sulla base delle sue specifiche caratteristiche ed esigenze. Non possono essere considerate consulenze finanziarie le informazioni diffuse attraverso la stampa o a qualunque altro strumento accessibile a tutti (compreso internet); non può inoltre essere considerata consulenza finanziaria una consulenza generica riferita ad una tipologia di strumento finanziario, ma solo le consulenze che fanno riferimento a specifici e determinati strumenti finanziari.

La consulenza finanziaria indipendente in Italia

La prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, nell'attuale impianto normativo, delineatosi a seguito del recepimento della MiFid, l'art. 1, comma 5 septies, del Testo Unico della Finanza (TUF) precisa che per consulenza in materia di investimenti si intende "la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione.Per la prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti come sopra definito, il percorso normativo si è concluso e si è in attesa dell'operatività dell'Albo di categoria al quale sarà necessario iscriversi per poter offrire servizi di consulenza finanziaria indipendente.

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Fundstore Team

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